Una scuola non è semplicemente un edificio nel quale trascorrere alcune ore della giornata. È uno spazio di relazione, apprendimento e crescita, capace di influenzare il modo in cui bambini ed educatori vivono le attività quotidiane.
A Dordrecht, nei Paesi Bassi, IKC Het Kristal nasce come centro infantile integrato, un luogo nel quale assistenza all'infanzia ed educazione convivono all'interno di un ambiente progettato per accompagnare lo sviluppo cognitivo ed emotivo delle nuove generazioni.
In questo contesto anche la luce assume un ruolo importante. Non deve soltanto permettere di vedere correttamente, ma contribuire alla creazione di condizioni visive confortevoli durante l'intera giornata, adattandosi alle diverse attività e alle esigenze delle persone che abitano gli spazi.
Il progetto illuminotecnico realizzato con il contributo di 3F Group si inserisce in questa visione attraverso un sistema intelligente sviluppato nel rispetto del protocollo Fresh Schools PvE - classe B, standard olandese dedicato alla qualità ambientale degli edifici scolastici.
L'obiettivo diventa quindi più ampio: utilizzare la luce come parte integrante di un ambiente educativo pensato intorno alle persone.
Aule e spazi comuni vengono utilizzati per attività molto diverse tra loro: leggere, scrivere, giocare, osservare, ascoltare, lavorare insieme o concentrarsi individualmente.
La luce deve accompagnare tutte queste situazioni senza trasformarsi in una fonte di disturbo.
Per IKC Het Kristal sono state scelte due soluzioni 3F Filippi: 3F Dìagon e 3F Reno con ottica UGR, apparecchi caratterizzati da una distribuzione luminosa uniforme e progettati per contenere l'abbagliamento.
Il controllo della luminanza assume particolare importanza negli ambienti educativi, dove bambini e insegnanti trascorrono molte ore e alternano continuamente differenti compiti visivi.
Creare condizioni luminose equilibrate significa quindi contribuire a rendere gli spazi più confortevoli, leggibili e adatti alla concentrazione, evitando contrasti eccessivi o sorgenti luminose visivamente invasive.
La tecnologia diventa così quasi invisibile: ciò che rimane percepibile è la qualità dell'ambiente che contribuisce a creare.
Il progetto utilizza differenti configurazioni degli apparecchi per adattare l'illuminazione alle caratteristiche architettoniche dei diversi ambienti.
3F Dìagon è stato installato nella versione Soft UGR, sia a incasso sia nella variante a plafone Dìagon P, permettendo di mantenere coerenza illuminotecnica anche in presenza di differenti tipologie di soffitto.
A completare il progetto interviene 3F Reno in colorazione bianca, equipaggiato con parabola da 200 mm e ottica UGR. Secondo la documentazione originale del progetto, questa configurazione contribuisce a una riduzione dell'abbagliamento del 95%.
Due famiglie di prodotto differenti vengono quindi coordinate all'interno dello stesso linguaggio progettuale.
L'obiettivo non è rendere protagonista l'apparecchio, ma ottenere una luce uniforme e controllata che possa integrarsi naturalmente nell'architettura e accompagnare bambini ed educatori durante le diverse attività.
La qualità della luce nasce anche da ciò che non viene percepito: abbagliamento, discontinuità e affaticamento visivo.
La caratteristica più interessante del progetto emerge però quando alla dimensione dello spazio si aggiunge quella del tempo.
Aule e spazi comuni sono dotati di tecnologia Tunable White, che consente di modificare la luce durante la giornata variandone le caratteristiche in relazione ai diversi momenti e alle attività svolte.
La luce smette così di essere una condizione statica.
Attraverso un approccio Human Centric Lighting, l'illuminazione può seguire maggiormente la naturale evoluzione della giornata e accompagnare i ritmi circadiani, contribuendo a creare condizioni favorevoli alla concentrazione e al benessere nei momenti più importanti dell'attività scolastica.
Una luce più dinamica permette di considerare non soltanto quanto illuminare, ma anche come e quando farlo.
È un cambiamento di prospettiva significativo: l'impianto illuminotecnico non viene più progettato esclusivamente intorno all'edificio, ma anche intorno alle persone che lo utilizzano e al modo in cui le loro esigenze cambiano nel corso della giornata.
IKC Het Kristal dimostra come un progetto educativo contemporaneo possa nascere dall'integrazione di competenze differenti.
La collaborazione tra i diversi attori coinvolti, tra cui ESZET Group, partner storico di 3F, ha permesso di realizzare un ambiente nel quale qualità della luce, efficienza energetica, tecnologia e attenzione al benessere diventano parti dello stesso progetto.
Il risultato non è quindi soltanto un edificio correttamente illuminato.
È uno spazio nel quale comfort visivo, controllo dell'abbagliamento e luce dinamica contribuiscono a costruire condizioni più adatte alle attività quotidiane di bambini ed educatori.
Perché progettare l'illuminazione di una scuola significa inevitabilmente guardare avanti: immaginare ambienti capaci di adattarsi alle persone, accompagnarne le attività e contribuire alla qualità del tempo trascorso al loro interno.
Una luce pensata per gli spazi in cui ogni giorno si impara, si scopre e si cresce.
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