Per trent’anni illuminare un ufficio ha voluto dire una cosa sola: 500 lux uniformi su tutto il piano, tubi fluorescenti a passo regolare, fine. Poi sono cambiate due cose. La prima è il lavoro al videoterminale, che ha spostato il problema dal quanta luce c’è al quanta ne vedi riflessa sullo schermo. La seconda è la revisione del 2021 della norma EN 12464-1, che ha introdotto il concetto di illuminamento modulabile e ha portato in primo piano le superfici verticali: pareti e soffitto non sono più sfondo, sono parte del progetto.
Il risultato è che oggi un buon progetto di illuminazione per uffici si giudica su cinque numeri, non su uno: illuminamento mantenuto sull’area del compito, uniformità, indice di abbagliamento UGR, resa cromatica e illuminamento delle superfici circostanti. E su una sesta grandezza che nessuna norma misura: quanto l’apparecchio si fa dimenticare.
In questa pagina trovi i valori di riferimento ambiente per ambiente, il modo in cui sono costruiti gli apparecchi LED per ufficio di 3F Filippi e le gamme adatte a ciascun layout. Se l’impianto esiste già e il tema è sostituirlo, la pagina dedicata al relamping uffici affronta il discorso da lì; se invece ti interessa il controllo automatico della luce, vai all’illuminazione smart per uffici.
La norma non prescrive apparecchi: prescrive prestazioni sul compito visivo. Questi sono i valori che un progetto di ufficio deve dimostrare di raggiungere, area per area. Ēm è l’illuminamento mantenuto — il valore sotto il quale l’impianto non deve mai scendere nell’arco della sua vita utile, non il valore a impianto nuovo.
| Ambiente | Ēm (lux) | UGR max | Ra min | Uo min |
|---|---|---|---|---|
| Postazione di lavoro al videoterminale | 500 | 19 | 80 | 0,60 |
| Open space e uffici collettivi | 500 | 19 | 80 | 0,60 |
| Ufficio tecnico, CAD, disegno | 750 | 16 | 80 | 0,70 |
| Sale riunioni e conferenze | 500 | 19 | 80 | 0,60 |
| Reception e banco accoglienza | 300 | 22 | 80 | 0,60 |
| Archivio, schedari | 200 | 25 | 80 | 0,40 |
| Zone break, mensa aziendale | 200 | 22 | 80 | 0,40 |
| Corridoi e zone di transito | 100 | 28 | 40 | 0,40 |
| Scale, ascensori | 150 | 25 | 40 | 0,40 |
Tre avvertenze che fanno la differenza fra un calcolo e un progetto. Primo: la revisione 2021 permette di modulare l’illuminamento di un gradino in su o in giù rispetto alla tabella quando il compito o l’utenza lo richiedono — un reparto con molti over 50 giustifica 750 lux su scrivania. Secondo: alle superfici circostanti servono almeno 50 lux sulle pareti e 30 sul soffitto, con uniformità 0,10, altrimenti l’ambiente resta una grotta illuminata a chiazze. Terzo: l’UGR si calcola lungo le direzioni di vista reali, non al centro della stanza; un apparecchio a UGR <19 montato nell’asse sbagliato abbaglia lo stesso.
Tre scelte costruttive spiegano perché questi apparecchi si comportano bene in ambienti dove le persone stanno otto ore.
LED ad alta efficienza con resa cromatica CRI ≥ 80 e, dove i colori contano, CRI ≥ 90. Temperature di colore 2700 K, 3000 K e 4000 K, oltre alle versioni Tunable White per far variare la tonalità nell’arco della giornata.
La tolleranza cromatica iniziale è SDCM 3 (ellissi di MacAdam): significa che due apparecchi presi dallo stesso ordine hanno lo stesso bianco, dettaglio che si nota solo quando manca — una fila di plafoniere leggermente diverse fra loro è l’errore più visibile di tutti.
Corpi in alluminio o acciaio estrusi e verniciati, oppure in lamiera d’acciaio verniciata. Schermi e ottiche in policarbonato (PC) o metacrilato (PMMA), opali oppure trasparenti prismatizzati e microprismatizzati: è il microprisma a tenere la luminanza sotto controllo nelle direzioni critiche e a portare l’UGR sotto 19.
Versioni a incasso in controsoffitto modulare, a plafone, in sospensione singola o in linea continua e su binario elettrificato, così il progetto segue il layout invece di imporlo.
Conformità a EN 12464-1 per l’illuminazione dei luoghi di lavoro, EN 60598-1 per gli apparecchi fino a 1000 V e EN 60598-2-22 per le versioni di emergenza. Marcatura CE, conformità ai CAM per gli appalti pubblici e contributo ai crediti LEED.
Sul fronte gestione: versioni DALI e Bluetooth, compatibilità con sensori di presenza e di luminosità per la regolazione in funzione della luce naturale.
Non slogan: i quattro effetti che si misurano dopo l’installazione.
Controllo preciso della luminanza e distribuzione uniforme: meno riflessi sullo schermo, meno affaticamento accomodativo, meno mal di testa alle 17. È il vantaggio più difficile da mettere in un capitolato e il più facile da riconoscere sul posto.
La sostituzione di un impianto fluorescente con apparecchi LED riduce i consumi fino al 70%. Con sensori di presenza e regolazione sulla luce naturale il risparmio cresce ancora, perché in un ufficio con buona luce diurna metà delle ore di accensione sono ore inutili.
Incasso, plafone, sospensione e binario nella stessa famiglia estetica: quando l’open space diventa uffici chiusi, o viceversa, l’impianto si riconfigura invece di essere rifatto. Nei contratti di locazione a rotazione questa è la voce che fa risparmiare di più.
Le versioni DALI e con sensore integrato permettono di partire con un impianto tradizionale e aggiungere l’automazione in un secondo momento, senza ricablare. Approfondisci l’illuminazione smart per uffici.
Dalla plafoniera a incasso nel controsoffitto modulare alla sospensione lineare componibile, fino alla piantana per le postazioni singole. Ogni gamma ha la sua scheda con fotometrie, file IES ed Eulumdat e accessori.
Altre gamme adatte agli ambienti ufficio: Mira Parete, 3F HD R, 3F Eldorado, 3F Six R, 3F LED Panel, L 320, L 340, L 350, L 360, L 490, 3F Reno, Zero 3F Track, 3F Zeta Track, 3F Linux, Binario 3F, 3F Mirella, 3F Mirella Floor, 3F Filoluce, 3F C8, Lucequadro.
Tre progetti in cui la luce dell’ufficio è stata progettata, non semplicemente installata.
Gli apparecchi devono garantire un illuminamento mantenuto di almeno 500 lux sull’area del compito, un UGR <19 e una resa cromatica CRI ≥ 80, con uniformità Uo ≥ 0,60. A questi si aggiungono, dalla revisione 2021 della EN 12464-1, almeno 50 lux sulle pareti e 30 lux sul soffitto: sono i valori che rendono l’ambiente leggibile e riducono il contrasto fra schermo e sfondo.
L’UGR è l’indice unificato di abbagliamento molesto: mette in relazione la luminanza dell’apparecchio con quella dello sfondo e con la posizione dell’osservatore. Sotto 19 l’abbagliamento diretto non disturba un’attività prolungata al videoterminale; sopra, la pupilla si adatta alla sorgente più luminosa e leggere lo schermo costa fatica. Attenzione: l’UGR non è una proprietà assoluta dell’apparecchio ma del sistema apparecchio-ambiente-osservatore, quindi va verificato nel calcolo illuminotecnico con la geometria reale della stanza.
Sì. Molti apparecchi sono disponibili in versione DALI o Bluetooth per il controllo dinamico, con sensori di presenza e regolazione in funzione della luce naturale (daylight harvesting). L’integrazione con i sistemi di building automation permette di gestire scenari, orari e monitoraggio dei consumi da un unico punto.
La sola sostituzione della tecnologia porta una riduzione dei consumi fino al 70%, a cui si aggiungono minori costi di manutenzione — niente più sostituzione periodica dei tubi — e l’immediata conformità alle direttive sull’efficienza energetica. Con presenza e daylight harvesting il risparmio complessivo in un ufficio con buona luce naturale arriva spesso oltre l’80%. Il percorso è descritto nella pagina sul relamping uffici.
Il riferimento più diffuso è 4000 K: un bianco neutro che sostiene l’attenzione senza raffreddare l’ambiente. I 3000 K si usano dove conta l’accoglienza — reception, sale d’attesa, aree relax — e i 2700 K negli uffici direzionali con arredi caldi. Le versioni Tunable White permettono di passare da un bianco più freddo al mattino a uno più caldo nel pomeriggio, assecondando i ritmi circadiani di chi lavora.
Sì, ed è obbligatoria. Le vie di esodo, le scale e i punti con presidi antincendio devono restare illuminati in caso di mancanza rete, secondo la EN 1838 e la EN 60598-2-22. Molte gamme 3F Filippi sono disponibili in versione con inverter di emergenza integrato, così l’apparecchio di emergenza è lo stesso dell’illuminazione ordinaria e non aggiunge un secondo disegno sul soffitto.
Mandaci la pianta con destinazioni d’uso e altezze: il nostro ufficio tecnico restituisce il calcolo illuminotecnico con verifica di illuminamento, uniformità e UGR, il confronto fra due o tre soluzioni e la stima dei consumi. Senza impegno.