Un cliente decide se entrare in un negozio in pochi secondi, e decide guardando. La vetrina è la prima cosa che vede, la luce sui prodotti è quello che lo trattiene, il comfort visivo del percorso è quello che gli fa percorrere tutto lo spazio invece della sola corsia d'ingresso. L'illuminazione per il retail è progettazione di questi tre momenti: ambiente, accento, vetrina — con livelli, contrasti, resa cromatica e temperature di colore diversi per ognuno.
Le soluzioni 3F Filippi per il retail e la Grande Distribuzione Organizzata sono progettate per valorizzare i prodotti, ottimizzarne la visibilità e migliorare l'esperienza d'acquisto: apparecchi LED ad alta resa cromatica, efficienti e versatili, con ottiche dedicate a corsie, scaffalature e banchi, sistemi a binario per riconfigurare l'esposizione senza elettricista, e versioni per ambienti alimentari e refrigerati. Ideali per negozi, supermercati, gallerie commerciali, outlet, showroom e grandi superfici di vendita.
Questa è la pagina di riferimento del gruppo retail. Le pagine dedicate approfondiscono i singoli formati: supermercati e GDO con i LED per i freschi e i banchi frigo, gallerie e grandi spazi commerciali, smart lighting per supermercati e relamping dei punti vendita.
La EN 12464-1 fissa i minimi per le aree di vendita (300 lx sull'area vendita, 500 lx su casse e banchi di imballaggio), ma un progetto retail lavora sui rapporti più che sui minimi: l'accento sul prodotto deve stare almeno a 3:1 rispetto all'ambiente per attirare lo sguardo, la vetrina deve vincere la luce del giorno che la colpisce da fuori, le casse devono essere trovate senza cercarle. La tabella riassume i valori che usiamo come punto di partenza; il progetto poi li adatta al formato e al posizionamento del marchio.
| Area del punto vendita | Illuminamento tipico | Resa cromatica e temperatura di colore | Soluzione tipica 3F Filippi |
|---|---|---|---|
| Vetrina | 1.500–3.000 lx di giorno, 500–1.000 lx di sera | CRI ≥ 90, 3000–4000 K secondo la merce; proiettori orientabili a fascio concentrato | Zero 3F Track, 3F Zeta Track e proiettori su Binario 3F |
| Ingresso e zona di decompressione | 500–750 lx | CRI ≥ 80, stessa temperatura dell'area vendita; luce uniforme senza abbagliamento | 3F HD, 3F Hal, 3F Eldorado |
| Area vendita generale | 300–500 lx | CRI ≥ 80, 3000–4000 K; uniformità ≥ 0,6 | Zero 3F, 3F Travetta, 3F Linux, 3F LED Panel |
| Scaffalature e corsie | 500–750 lx sul piano verticale del ripiano | CRI ≥ 80–90, ottica batwing (BAT / BAT WD) per illuminare i ripiani dall'alto al basso | 3F Zeta e Zero 3F con ottica BAT, 3F Millumino |
| Aree promozionali, isole ed espositori | Accento 3:1 – 5:1 sull'ambiente | CRI ≥ 90, fascio media o concentrata orientabile | Proiettori su Binario 3F, 3F Reno incasso, 3F Six R |
| Casse e banco servizi | 500 lx, uniformità ≥ 0,7 | CRI ≥ 80, luce senza riflessi sugli schermi | 3F Dìagon P, 3F Solo, L 340 |
| Camerini e specchi | 500–750 lx sul viso, verticale | CRI ≥ 90, 3000–3500 K, luce laterale sullo specchio senza ombre | Mira Parete, 3F Reno |
| Retro, magazzino e zone tecniche | 200–300 lx | CRI ≥ 80, 4000 K; IP65 dove si lava | 3F Petra, 3F Linda, 3F Zeta |
La temperatura di colore segue la merce e il posizionamento: 3000 K per abbigliamento, pelletteria, arredo e gioielleria in oro; 3500–4000 K per elettronica, cosmetica, profumeria e per l'area vendita dei supermercati; luce dedicata per i freschi alimentari, che raccontiamo nella pagina sulla GDO. La tolleranza iniziale del colore SDCM 3 (ellissi di MacAdam) garantisce che apparecchi affiancati abbiano la stessa tinta: in un negozio il cliente nota subito due bianchi diversi sulla stessa parete.
Tre caratteristiche tecniche che distinguono la luce da negozio dalla luce da ufficio, e come sono realizzate negli apparecchi 3F Filippi.
LED con CRI > 90 per aree espositive e vetrine, dove il colore del prodotto è l'argomento di vendita, e CRI ≥ 80 per la luce generale. Per i prodotti alimentari sono disponibili spettri calibrati — LED CRISP per ortofrutta e prodotti confezionati, MEAT per carni e salumi, BREAD per pane e pasticceria — che esaltano i colori naturali senza alterarli, e versioni ICE per celle e banchi refrigerati con temperature di funzionamento fino a −40 °C. Tolleranza iniziale del colore SDCM 3.
Le versioni Tunable White (3F HD, 3F Dìagon P) cambiano temperatura di colore durante la giornata o per la stagione espositiva: luce più calda per la collezione invernale, più fredda per l'estate, stesso apparecchio.
Ottiche e lenti differenti per ogni distribuzione luminosa richiesta: BAT e BAT WD (batwing) per portare la luce sui ripiani verticali delle scaffalature invece che sul pavimento della corsia; AMPIA per le aree vendita aperte; MEDIA e CONCENTRATA per l'accento su isole, espositori e vetrine. Lenti orientabili nelle versioni per binario, per seguire promozioni e cambi di layout.
Corpi in alluminio estruso o in lamiera d'acciaio verniciata, diffusori in policarbonato o metacrilato ad alta trasparenza, schermi microprismatici LGS a bassa luminanza per le aree dove il cliente alza lo sguardo.
Binario 3F: sistema trifase con due conduttori aggiuntivi per il segnale DALI, a plafone o a sospensione, su cui viaggiano apparecchi lineari (Zero 3F Track, 3F Zeta Track), spot, quadrati e rettangolari: l'esposizione si riconfigura spostando gli apparecchi, senza intervenire sull'impianto. Canali luminosi continui con 3F Linux per i percorsi.
Apparecchi conformi alla EN 60598-1 e alle prescrizioni per gli ambienti aperti al pubblico, certificazioni CE, ENEC e idoneità HACCP per gli ambienti alimentari; protezione IP40 per l'area vendita e IP65 per aree food, laboratori e zone tecniche.
I quattro vantaggi che riscontrano i retailer che hanno rinnovato la luce con 3F Filippi, misurabili in vendite, bollette e tempi di intervento.
LED ad alta resa cromatica e ottiche studiate per enfatizzare colori, texture e freschezza: il rosso di una borsa, la trama di un tessuto, la lucentezza di un frutto arrivano al cliente come sono. È il vantaggio che si vede subito confrontando due scaffali illuminati diversamente.
I punti vendita restano accesi 12–16 ore al giorno, sette giorni su sette: l'efficienza dell'apparecchio pesa più che in qualsiasi altro edificio. Il LED 3F Filippi riduce i consumi del 60% rispetto a fluorescenza e ioduri, e con i controlli della pagina sullo smart lighting si va oltre.
Sistemi a binario, spot orientabili e distribuzioni luminose personalizzabili: la luce segue il calendario delle promozioni e i cambi di layout, che nel retail sono la regola. Aggiungere o spostare un proiettore è un'operazione da visual merchandiser, non da elettricista.
Illuminazione uniforme sui percorsi, confortevole e priva di abbagliamento, con gli accenti dove servono: il cliente si orienta, percorre tutto lo spazio e resta più a lungo. Il comfort visivo vale anche per chi ci lavora otto ore alle casse o al banco.
Lineari a sospensione e a plafone, incassi, sistemi a binario, downlight e apparecchi per i retro: nelle schede trovi le distribuzioni luminose (BAT, AMPIA, MEDIA, CONCENTRATA), i LED per merceologia, i pacchetti lumen e i file per il calcolo illuminotecnico.
Altre gamme usate nei progetti retail: Mira Parete, 3F HD R, 3F Eldorado, 3F Six R, 3F LED Panel, L 320, L 340, L 350, L 360, L 490, 3F Reno, Zero 3F Track, 3F Zeta Track, 3F Linux, Binario 3F, 3F Mirella, 3F Mirella Floor, 3F Filoluce, 3F C8, Lucequadro.
Tre realtà del retail — uno showroom automobilistico e due ipermercati — in cui la luce è stata progettata per vendere.
Deve garantire elevata resa cromatica, uniformità luminosa, ottiche dedicate e comfort visivo. L'obiettivo è valorizzare i prodotti e guidare il cliente all'acquisto in modo naturale: una luce generale uniforme e senza abbagliamento sui percorsi, accenti almeno tre volte più intensi sui prodotti che si vogliono far notare, CRI ≥ 90 dove il colore è l'argomento di vendita, temperature di colore coerenti con la merce e uguali fra apparecchi affiancati (SDCM 3).
La EN 12464-1 chiede almeno 300 lx sull'area vendita e 500 lx alle casse, ma in un negozio contano più i rapporti che i minimi. Come punto di partenza: 300–500 lx di luce generale, uniforme e senza abbagliamento; 500–750 lx sul piano verticale di scaffali e pareti espositive, dove il cliente guarda davvero; accenti da 3 a 5 volte la luce d'ambiente su isole, manichini ed espositori; 500–750 lx sul viso nei camerini. Un negozio illuminato tutto allo stesso livello, anche alto, appare piatto: è il contrasto che guida lo sguardo verso la merce.
Molto meno delle sorgenti tradizionali. Lo scolorimento di tessuti, pelli, carta e confezioni è causato soprattutto dai raggi ultravioletti e dal calore, in misura minore dalla parte blu della luce visibile. I LED bianchi non emettono UV in quantità significativa e non scaldano la merce nel fascio, perché il calore si dissipa sul retro dell'apparecchio; alogene e ioduri metallici emettono invece sia UV sia calore. Il rischio non si azzera, perché anche la luce visibile agisce nel tempo: per la merce delicata, soprattutto in vetrina, conviene abbassare i livelli nelle ore di chiusura con la regolazione automatica, ruotare i capi esposti e preferire i 3000 K, che hanno una componente blu più bassa.
Dipende dalla merce e dal posizionamento. 3000 K (bianco caldo) per abbigliamento, pelletteria, arredo, gioielleria in oro e ambienti dove si cerca accoglienza; 3500–4000 K (bianco neutro) per elettronica, cosmetica, farmacia, ottica, gioielleria in argento e diamanti, e per l'area vendita dei supermercati; luce dedicata per i freschi alimentari. Nei negozi con più reparti si può cambiare temperatura per zona, purché ogni zona sia coerente: le versioni Tunable White permettono di adattarla nel tempo con lo stesso apparecchio.
Il binario conviene dove l'esposizione cambia spesso — abbigliamento, showroom, aree promozionali — perché i proiettori si spostano e si orientano senza toccare l'impianto; il Binario 3F porta anche il segnale DALI, così ogni proiettore resta regolabile. Gli apparecchi fissi (lineari, incassi, pannelli) convengono per la luce generale, per le corsie a scaffali fissi e per i formati con layout stabile, come supermercati e farmacie. La maggior parte dei progetti combina i due: fisso per l'ambiente, binario per gli accenti.
Di giorno la vetrina compete con la luce esterna, che sul vetro può superare i 10.000 lx: per non apparire spenta servono 1.500–3.000 lx sui prodotti, con proiettori a fascio concentrato e CRI ≥ 90, e superfici interne chiare che rimandino la luce. Di sera bastano 500–1.000 lx, e la regolazione automatica in due o tre livelli evita di lasciare la vetrina accesa al massimo tutta la notte. Vanno evitati i riflessi del vetro verso chi guarda: i proiettori si posizionano in alto e inclinati verso l'interno, mai frontali.
Planimetria, formato e merceologie: con questi tre elementi il nostro ufficio tecnico prepara il progetto illuminotecnico con livelli, contrasti, temperature di colore e l'elenco degli apparecchi. Senza impegno.