Il relamping per supermercati è la sostituzione degli apparecchi obsoleti — plafoniere fluorescenti T8 e T5, proiettori a ioduri metallici sui freschi, downlight a fluorescenza compatta, LED di prima generazione — con soluzioni LED ad alta efficienza, mantenendo punti luce, linee e binari. In un punto vendita alimentare fa due cose insieme: taglia la voce di bolletta più grande dopo il freddo, e migliora la valorizzazione dei prodotti con LED ad alta resa cromatica e spettri dedicati che il vecchio impianto non aveva.
Tre fatti lo rendono conveniente oggi. Le lampade fluorescenti T8 e T5 e molte lampade a scarica sono fuori produzione in Europa per RoHS ed ecodesign: le scorte finiscono e i ricambi costano di più. Un supermercato acceso 14 ore al giorno, 7 giorni su 7 ammortizza un risparmio del 60–65% più in fretta di qualsiasi ufficio: il ritorno tipico è fra i due e i tre anni, meno con gli incentivi. E il relamping è l'occasione per portare sui freschi i LED CRISP, MEAT e BREAD, e sulle corsie le ottiche batwing che illuminano i ripiani: interventi che da soli spostano il venduto.
Questa pagina spiega come si progetta il relamping di un punto vendita: la tabella delle equivalenze fra apparecchi esistenti e sostituti LED, che cosa guardare prima di intervenire, come lavorare in orario di apertura, e le domande che i responsabili tecnici delle insegne ci fanno più spesso. I criteri di progetto reparto per reparto sono nella pagina illuminazione per GDO; per portare il controllo insieme al LED, la pagina smart lighting per supermercati.
La domanda che precede ogni preventivo è «con che cosa sostituisco quello che ho». La tabella dà le equivalenze tipiche fra gli apparecchi che troviamo nei supermercati e le gamme LED 3F Filippi che li rimpiazzano sullo stesso punto luce. Le potenze LED sono indicative: quella giusta dipende dall'altezza, dall'illuminamento richiesto per il reparto e dallo stato dell'impianto attuale, che spesso rende meno di quanto dice la targa.
| Apparecchio esistente | Potenza assorbita | Sostituto LED 3F Filippi | Potenza LED indicativa | Risparmio |
|---|---|---|---|---|
| Plafoniera fluorescente 2×58 W T8 sulle corsie, reattore ferromagnetico | ≈ 135 W | Zero 3F, 3F Travetta, 3F Zeta con ottica BAT | 40–55 W | −60/−70% |
| Canale luminoso fluorescente T5 2×80 W | ≈ 175 W | 3F Linux, Zero 3F Canale | 60–80 W | −55/−65% |
| Proiettore a ioduri metallici 70–150 W su binario, reparti freschi | ≈ 85–170 W | Proiettori su Binario 3F con LED CRISP, MEAT o BREAD | 25–50 W | −65/−70% |
| Downlight a fluorescenza compatta 2×26 W, casse e servizi | ≈ 60 W | 3F Reno incasso | 15–20 W | −65/−75% |
| Pannello 600×600 4×18 W T8, uffici e casse | ≈ 85 W | 3F LED Panel, L 340, 3F Dìagon P | 25–35 W | −60/−70% |
| Campana a ioduri 250 W, ipermercati con soffitti alti | ≈ 280 W | 3F Six R, 3F Linux L | 90–130 W | −55/−65% |
| Plafoniera stagna 2×58 W T8 in magazzino, laboratori e celle | ≈ 135 W | 3F Linda, 3F Petra; 3F Tank ICE nelle celle | 40–60 W | −55/−65% |
Le potenze assorbite includono le perdite del reattore, che nei ferromagnetici arrivano al 15–20%: per questo il risparmio reale è spesso maggiore di quello calcolato sulle potenze nominali. Il secondo motivo è il decadimento: un proiettore a ioduri sui freschi a fine vita fa il 60% della luce iniziale e vira di colore, e il LED viene dimensionato sull'illuminamento di progetto, non su quello che l'impianto vecchio faceva ormai da anni. E nei banchi refrigerati ogni watt di luce in meno è anche calore in meno da smaltire per i compressori.
Il relamping riuscito si decide nel sopralluogo, non nel catalogo. Tre gruppi di parametri che il nostro ufficio tecnico verifica prima di proporre una gamma.
LED ad alta resa cromatica (CRI > 90 per aree espositive e vetrine) con temperature di colore calibrate per prodotti alimentari, freschi e non food: LED CRISP, MEAT e BREAD al posto dei proiettori a ioduri sui banchi; versioni con lenti orientabili e fasci dedicati a corsie, scaffali e banchi frigo; versioni ICE per celle e vetrine refrigerate fino a −40 °C; tolleranza iniziale del colore SDCM 3, perché in un relamping a lotti gli apparecchi nuovi e quelli montati il mese dopo devono avere la stessa tinta.
Corpi in alluminio estruso o lamiera d'acciaio verniciata, diffusori in policarbonato o metacrilato ad alta trasparenza, ottiche e lenti per ogni distribuzione richiesta: BAT e BAT WD per le corsie a scaffali, AMPIA per le aree aperte, MEDIA e CONCENTRATA per l'accento sui freschi e sulle promozioni. Fissaggi a sospensione, a plafone, a incasso e su binario con interassi compatibili con gli apparecchi rimossi; i proiettori LED si montano sui binari trifase esistenti, e il Binario 3F aggiunge il segnale DALI dove si vuole il controllo.
Apparecchi conformi alla EN 60598-1 e alle prescrizioni per gli ambienti aperti al pubblico, certificazioni CE, ENEC e idoneità HACCP per gli ambienti alimentari; protezione IP40 per l'area vendita e IP65 per laboratori, pescheria, celle e zone di lavaggio; versioni con emergenza integrata secondo EN 60598-2-22 per le vie di esodo. Il relamping si pianifica per reparti e per fasce orarie, così che l'area vendita non resti mai sotto i livelli di norma né durante né dopo l'intervento.
Quattro effetti misurabili nei dodici mesi successivi all'intervento, per chi gestisce il punto vendita e per chi ne paga le bollette.
LED ad alta resa cromatica e ottiche dedicate alle diverse categorie merceologiche: è la differenza fra un banco di carne sotto un vecchio proiettore a ioduri virato al rosa e lo stesso banco sotto un LED MEAT. Il relamping è l'unico intervento di efficientamento che si vede anche negli scontrini.
La sostituzione delle tecnologie tradizionali con apparecchi LED di ultima generazione taglia del 60–65% i consumi dell'illuminazione, su un impianto acceso 14 ore al giorno tutto l'anno. Con i controlli descritti nella pagina sullo smart lighting si va oltre l'80% rispetto al punto di partenza.
Sistemi a binario e proiettori orientabili permettono di adattare la luce a layout e promozioni variabili: dopo il relamping, spostare l'accento dalla testata di gondola all'isola dei freschi è un'operazione da visual merchandiser, non da elettricista.
La lunga durata dei LED e l'affidabilità dei prodotti 3F Filippi eliminano il ciclo delle lampade da sostituire: niente scale nelle corsie in orario di apertura, niente scorte di tubi fuori produzione, niente proiettori spenti sui banchi il sabato pomeriggio. Ideale per superfici vendita con utilizzo continuativo.
Lineari con ottica BAT per le corsie, proiettori e sistemi a binario per i freschi, downlight e pannelli per casse e servizi, stagne e ICE per magazzini e celle, campane per gli ipermercati a soffitto alto: nelle schede trovi spettri, ottiche, pacchetti lumen, interassi di fissaggio e i file per il calcolo.
Altre gamme usate nei relamping retail: L 340, 3F Reno, Zero 3F Track, 3F Zeta Track, 3F Linux, Binario 3F, 3F Linda, 3F Tank, 3F Mirella, 3F C8.
Due ipermercati in cui l'impianto è stato rinnovato reparto per reparto, senza chiudere al pubblico.
Sì. L'elevata resa cromatica e le prestazioni dei nuovi LED valorizzano colori e dettagli, rendendo l'esposizione più attraente e favorendo la percezione di freschezza, soprattutto nei reparti alimentari. Un proiettore a ioduri a fine vita ha una resa cromatica in calo e una tinta che vira; un LED MEAT sul banco della carne, CRISP sull'ortofrutta o BREAD sulla panetteria restituisce i colori naturali con CRI > 90 e tolleranza SDCM 3. È il vantaggio del relamping che si vede prima della bolletta.
Sì. Molti apparecchi 3F Filippi sono predisposti per installazioni rapide e retrofit semplice e diretto, e permettono interventi anche durante le ore di apertura senza grandi disagi per clienti e operatori: si procede per corsie o per reparti, con l'area interessata transennata per il tempo di sostituzione, oppure nelle ore notturne per i freschi e le casse. I proiettori LED si agganciano ai binari esistenti in pochi secondi; i lineari si montano sugli stessi punti di sospensione. Il piano di intervento che prepariamo indica sequenza, orari e livelli di illuminamento garantiti in ogni fase.
Sì. I prodotti 3F Filippi includono apparecchi progettati per funzionare in condizioni termiche estreme — versioni ICE fino a −40 °C, con driver e componenti qualificati per il freddo e la condensa — e con ottiche specifiche per illuminare in modo efficace banchi frigo, display refrigerati e scaffalature verticali. Nel relamping dei banchi la luce va coordinata con il frigorista: apparecchi efficienti con flussi elevati a basse potenze riducono anche il calore da smaltire.
L'impianto esistente (apparecchi, potenze, binari, linee, quadri), le altezze e gli interassi, gli illuminamenti richiesti per ogni reparto — la EN 12464-1 per l'area vendita e le casse, i valori più alti che l'insegna vuole sui freschi — e le condizioni ambientali: freddo nelle celle, umidità e lavaggi nei laboratori, polvere nei magazzini. Nel sopralluogo misuriamo gli illuminamenti attuali, verifichiamo binari e fissaggi e produciamo il calcolo illuminotecnico con il confronto dei consumi e il tempo di ritorno, reparto per reparto.
Sì, e per una catena di supermercati la leva più usata è il finanziamento tramite ESCo. Con un contratto a prestazione energetica la ESCo acquista e installa gli apparecchi LED e si ripaga con una quota del risparmio in bolletta, mentre il punto vendita non anticipa nulla: con 14–16 ore di accensione al giorno il risparmio è alto e costante, ed è questo a rendere sostenibile il modello. A questo si sommano gli strumenti pubblici, che variano negli anni e fra paesi: in Italia i certificati bianchi sul risparmio misurato e i bandi regionali per l'efficienza delle imprese. Per ogni punto vendita il nostro ufficio tecnico prepara il calcolo prima/dopo e le schede tecniche; l'ammissibilità si verifica con il proprio consulente.
Dipende dal budget e dall'organizzazione del punto vendita, ma la regola è un reparto alla volta, tutto il reparto: mescolare apparecchi vecchi e nuovi nella stessa corsia si vede subito — tinte diverse, livelli diversi — e vanifica il vantaggio espositivo. L'ordine conveniente parte da dove il risparmio e l'effetto sulle vendite sono maggiori: i freschi (ioduri su binario, accesi 14 ore) e le corsie (plafoniere fluorescenti), poi casse, servizi, magazzino e celle. Con apparecchi a tolleranza SDCM 3, i lotti montati a mesi di distanza hanno la stessa tinta.
Inviaci la planimetria con i reparti, l'elenco degli apparecchi installati con le potenze e gli orari di apertura: il nostro ufficio tecnico prepara il calcolo illuminotecnico, la tabella delle equivalenze, il piano di intervento in orario di apertura e il confronto dei consumi con il tempo di ritorno. Senza impegno.