Un capannone di produzione ha postazioni fisse; un hub logistico ha un percorso. La merce arriva su un camion, attraversa la banchina, viene smistata, stoccata, prelevata, imballata e riparte da un'altra banchina — e a ogni passaggio cambiano il compito visivo, la velocità dei mezzi, le persone coinvolte e l'orario. Progettare l'illuminazione per la logistica significa seguire quel percorso e dare a ogni tratto la luce che gli serve, senza spendere per illuminare a pieno regime il tratto in cui non sta succedendo niente.
Ci sono poi tre condizioni che la logistica ha più di ogni altro settore. Il funzionamento H24, che moltiplica per 8.000 ore l'anno ogni watt e ogni ora di manutenzione. I mezzi in movimento — carrelli, transpallet, navette — che urtano, sollevano polvere e chiedono apparecchi che non abbaglino chi guida. E il passaggio continuo fra esterno e interno sulle banchine, dove l'occhio deve adattarsi in pochi secondi da 50.000 lux di sole a poche centinaia.
Questa pagina segue il flusso tratto per tratto. Per le scaffalature e i corridoi di stoccaggio c'è la guida all'illuminazione per magazzini; per celle frigorifere e ambienti severi quella sugli ambienti difficili; i fondamentali sono nella pagina sull'illuminazione per industria.
Le aree di un hub logistico nell'ordine in cui la merce le attraversa, con i valori della EN 12464-1 e le attenzioni progettuali specifiche di ciascuna. Come sempre l'illuminamento si riferisce al piano del compito: la banchina, il nastro, il banco di imballaggio.
| Area logistica | Ēm (lux) | UGR max | Attenzione progettuale |
|---|---|---|---|
| Banchine di carico e scarico (interno) | 150–200 | 25 | Adattamento visivo esterno/interno, apparecchi IK10, nessun abbagliamento verso i conducenti |
| Piazzali e rampe (esterno) | 20–50 | — | Apparecchi per esterno, accensione a sensore o crepuscolare, continuità con l'interno |
| Ricevimento e controllo merci | 300 | 25 | Resa cromatica Ra ≥ 80 per leggere documenti ed etichette |
| Smistamento e sorter | 300 | 25 | Uniformità ≥ 0,60, nessun effetto stroboscopico sui nastri |
| Stoccaggio a scaffalature | 100–200 verticali | 25 | Ottiche per corsia, sensori per corsia (vedi magazzini) |
| Picking e preparazione ordini | 300 | 25 | Illuminamento costante, apparecchi sopra le postazioni di prelievo |
| Imballaggio, etichettatura, pesatura | 300–500 | 22 | Luce sul banco, lettori di codici a barre senza riflessi |
| Spedizione e staging | 200–300 | 25 | Zone di sosta pallet illuminate uniformemente, transiti a 150 lux |
| Cross-docking H24 | 300 | 25 | Nessuna riaccensione lenta: LED con accensione istantanea |
Il tratto più critico è la banchina: chi entra con un carrello dal piazzale in pieno sole vede un interno a 200 lux come buio per alcuni secondi, e in quei secondi guida. La norma tratta le zone di transizione con un illuminamento più alto vicino ai portoni e una riduzione graduale verso l'interno; gli apparecchi nelle prime campate vanno scelti con ottiche che non abbaglino verso il basso e con protezione IK10, perché sono quelli che i mezzi urtano di più.
Tre requisiti che nascono dal funzionamento continuo, dai mezzi in movimento e dal ritmo variabile del flusso.
Corpi in alluminio pressofuso o lamiera d'acciaio verniciata a polvere, grado di protezione IP65–IP66 contro la polvere sollevata dai mezzi e l'umidità delle banchine aperte, resistenza agli urti fino a IK10 per gli apparecchi a portata di forche e sponde. Componenti qualificati da −30 a +70 °C per le banchine invernali e le celle refrigerate.
Su 8.000 ore l'anno la vita utile dichiarata L80 è il parametro che decide il piano di manutenzione: le gamme 3F Filippi lo riportano nella scheda insieme alla temperatura ambiente massima, e i driver sono sostituibili senza smontare l'apparecchio.
Un solo hub usa ottiche diverse: fascio largo sulle aree di smistamento e staging per l'uniformità, fascio allungato nelle corsie di stoccaggio, fascio medio sulle altezze fra 8 e 12 metri, distribuzioni asimmetriche in prossimità dei portoni per graduare la luce verso l'interno. Flussi fino a 65.000 lumen dove l'altezza lo richiede.
Resa cromatica CRI ≥ 80 e assenza di sfarfallio: i lettori di codici a barre, le telecamere dei sorter e le persone che leggono etichette lavorano tutti meglio con una luce stabile e neutra a 4000 K.
Il flusso logistico ha un ritmo: banchine piene per un'ora e vuote per due, corsie attraversate a ondate. Gli apparecchi 3F Filippi con sensore integrato seguono quel ritmo senza cablaggi aggiuntivi; le versioni DALI permettono zone, scenari per turno e monitoraggio dei consumi, integrabili con il sistema di gestione del magazzino.
Conformità a EN 12464-1, EN 60598-1 e EN 60598-2-22 per l'emergenza sulle vie di esodo, marcatura CE ed ENEC. Il dettaglio dei controlli nella pagina sull'illuminazione smart per l'industria.
I quattro risultati che il responsabile della logistica misura dopo l'intervento.
Luce uniforme sui transiti, transizione graduale sulle banchine, nessun abbagliamento verso chi guida e illuminamento cilindrico per vedere le persone a piedi: in un hub la maggior parte degli incidenti coinvolge un mezzo e un pedone, e la luce è la prima misura di prevenzione.
Il LED vale fino al 70% in meno delle lampade a scarica; i sensori sulle aree a ritmo variabile — corsie, staging, banchine nei turni scarichi — portano il totale oltre l'80%. Su un impianto acceso tutto l'anno il tempo di ritorno scende spesso sotto i due anni.
IP65–IP66 e IK elevato contro polvere, urti e vibrazioni dei mezzi; versioni per basse temperature nelle celle e sulle banchine invernali. L'apparecchio è progettato per l'hub, non adattato dopo, e la vita utile copre l'orizzonte di un contratto logistico.
Vita utile lunga, accensione istantanea dopo un'interruzione di rete, driver sostituibili in posizione e diagnostica da remoto sulle versioni DALI: gli interventi si programmano nelle finestre di minor traffico invece di fermare una banchina a metà turno. Il relamping di un hub esistente segue la stessa logica, campata per campata.
Apparecchi stagni per banchine e transiti, lineari per grandi altezze con ottiche per corsia, sospensioni industriali per smistamento e staging, famiglie retrofit per la sostituzione uno a uno. Ogni scheda riporta gradi IP/IK, temperature di esercizio, distribuzioni fotometriche e file per il calcolo.
Altre gamme adatte alle aree logistiche: 3F Cub, Retrofit Beta A3F-i3F, Retrofit Beta 430, Retrofit 3F Cub, Retrofit 3F Linda.
Due realtà produttive in cui il flusso delle merci, dal ricevimento alla spedizione, è stato illuminato tratto per tratto.
Uniformità luminosa sui transiti e sulle aree di movimentazione, ottiche specializzate per ogni tratto del flusso — corridoi, banchine, smistamento — elevata efficienza energetica, resistenza a polvere, urti e vibrazioni dei mezzi e conformità alla EN 12464-1 e alle normative per la sicurezza degli operatori. A differenza di un reparto produttivo, in un hub la luce deve seguire un percorso e non una postazione: è la ragione per cui si progetta area per area.
Sì, e in logistica più che altrove, perché gli impianti sono accesi fino a 8.000 ore l'anno. Il LED riduce i consumi fino al 70% rispetto alle lampade a scarica e fluorescenti, non richiede sostituzioni periodiche e tollera accensioni frequenti: questo permette di aggiungere sensori sulle aree a ritmo variabile e portare il risparmio complessivo oltre l'80%. Su un hub H24 il tempo di ritorno scende spesso sotto i due anni.
Certamente. Le soluzioni 3F Filippi supportano sensori di presenza per corsia e per zona, regolazione sulla luce naturale dove ci sono lucernari e piattaforme di gestione centralizzata via DALI, con monitoraggio dei consumi e scenari per turno. L'integrazione con il sistema di gestione del magazzino permette di accendere le aree in base al piano di lavoro invece che a orari fissi — il dettaglio nella pagina sull'illuminazione smart per l'industria.
Come una zona di transizione. Chi entra dal piazzale in pieno sole ha bisogno di qualche secondo per adattarsi: la norma prevede livelli più alti nelle prime campate vicino ai portoni e una riduzione graduale verso l'interno, così il conducente non entra in quello che percepisce come buio. Gli apparecchi vanno scelti con ottiche che non abbaglino verso il basso, con protezione IK10 perché sono i più esposti agli urti, e con grado IP adeguato all'umidità e alla polvere di una banchina aperta. Fuori, sul piazzale, l'illuminazione a sensore o crepuscolare completa la continuità.
La EN 12464-1 indica 300 lux per picking, imballaggio e spedizione, con uniformità ≥ 0,60; sui banchi di imballaggio, etichettatura e pesatura, dove si leggono documenti e si usano lettori di codici, conviene salire a 500 lux con UGR ≤ 22. La luce va portata sul piano del banco, non sul pavimento, e senza riflessi sui monitor e sui lettori: apparecchi lineari sopra le postazioni con ottica controllata sono la soluzione tipica.
Se sono scelti per questo, sì. Gli apparecchi 3F Filippi per la logistica hanno corpi in alluminio pressofuso o acciaio verniciato a polvere, grado di protezione IP65–IP66 contro la polvere sollevata dai mezzi e l'umidità delle banchine, e resistenza agli urti fino a IK10 per le posizioni a portata di forche e sponde. La scelta va fatta zona per zona: IK10 nelle prime campate delle banchine e lungo i transiti, IK08 nelle aree di smistamento, gradi inferiori negli uffici e nelle zone non raggiungibili dai mezzi.
Con la pianta del flusso, le altezze e gli orari di lavoro il nostro ufficio tecnico calcola l'illuminamento per ogni area, la scelta di ottiche e gradi di protezione e il risparmio con sensori e DALI. Senza impegno.