Categoria

Illuminazione per magazzini

In un magazzino la luce serve sui ripiani, non sul pavimento. Apparecchi LED 3F Filippi con ottiche per corsia stretta, flussi per altezze fino a 12 metri e oltre, sensori che accendono la corsia solo quando ci entra un carrello.

Richiedi un calcolo illuminotecnico

Il problema del magazzino: la luce va dove nessuno la misura

Il calcolo illuminotecnico tradizionale misura i lux sul pavimento. In un magazzino a scaffalature il pavimento è l'unico posto dove nessuno deve leggere niente: le etichette, i codici e i colli stanno sui ripiani, dal primo livello a nove-dieci metri di altezza, e l'operatore sul carrello li guarda di lato e verso l'alto. È per questo che un magazzino con 200 lux «di norma» sul pavimento può avere 40 lux sull'ultimo ripiano e operatori che usano la torcia del telefono.

La grandezza giusta è l'illuminamento verticale sulla facciata delle scaffalature, e la geometria che lo determina è precisa: apparecchi montati sull'asse del corridoio, ottiche a fascio allungato che mandano la luce sui due fronti senza disperderla sopra gli scaffali, interasse calcolato sull'altezza. Un magazzino illuminato bene è quasi sempre un magazzino con meno apparecchi di uno illuminato male, ma messi nel posto giusto.

Questa pagina spiega come si progetta l'illuminazione per magazzini corsia per corsia. I fondamentali — altezze, gradi di protezione, tecnologia LED — sono nella pagina sull'illuminazione per industria; per banchine, picking e movimentazione c'è la guida all'illuminazione per la logistica; per le celle frigorifere quella sugli ambienti difficili.

I valori di progetto per le zone del magazzino

La EN 12464-1 distingue fra magazzini presidiati e non presidiati, e per le scaffalature richiede che l'illuminamento sia verificato sulla superficie verticale dei ripiani. Questi i riferimenti, con le scelte ottiche e di controllo che ne conseguono.

Zona del magazzino Ēm (lux) Ottica e posizione Controllo consigliato
Magazzino non presidiato in continuo 100 Fascio largo, maglia regolare Sensore di presenza per zona
Magazzino presidiato in continuo 200 Fascio largo o medio secondo l'altezza Daylight harvesting se ci sono lucernari
Corridoi fra scaffalature (sulla facciata dei ripiani) 200 verticali Fascio allungato sull'asse del corridoio Sensore per corsia, accensione all'ingresso del carrello
Corridoi stretti VNA (< 2 m) con carrelli trilaterali 200 verticali Ottica a doppia asimmetria, apparecchi lineari continui Sensore a inizio e fine corsia
Magazzini automatici / trasloelevatori 20–50 (manutenzione) Solo vie di accesso e servizio Accensione manuale o da sistema
Area di picking e preparazione ordini 300 Fascio medio, uniformità ≥ 0,60 Illuminamento costante
Uffici di magazzino e postazioni di controllo 500 UGR ≤ 19 Presenza + daylight
Zone di transito con carrelli 150 Uniformità ≥ 0,40, senza abbagliamento verso l'alto Sempre accese negli orari operativi

Tre errori ricorrenti che il calcolo illuminotecnico intercetta. Gli apparecchi sopra gli scaffali: se la maglia non è allineata ai corridoi, metà della luce cade sui colli in cima allo scaffale e non arriva ai ripiani bassi. Il fascio largo nella corsia stretta: a 10 metri di altezza disperde la luce sulle testate e lascia buio il centro del ripiano. L'uniformità trascurata: un corridoio con 300 lux sotto l'apparecchio e 60 fra un apparecchio e l'altro affatica più di uno a 150 lux costanti, perché l'occhio dell'operatore si riadatta a ogni metro.

Che cosa serve a un apparecchio da magazzino

Tre requisiti che distinguono un apparecchio per scaffalature da un generico apparecchio industriale.

Ottiche per corsia e altezze elevate

Le ottiche a fascio allungato (spesso chiamate «per corsia» o aisle) concentrano la luce lungo l'asse del corridoio e verso i due fronti delle scaffalature: è ciò che porta 200 lux verticali sull'ultimo ripiano senza sprecarne sul soffitto. Nelle corsie VNA sotto i 2 metri si usano ottiche a doppia asimmetria su apparecchi lineari continui.

Flussi fino a 65.000 lumen per le installazioni a 12–15 metri, lenti in PMMA o policarbonato e riflettori in alluminio nelle gamme 3F Filippi per grandi altezze, con file IES ed Eulumdat per il calcolo corsia per corsia.

Materiali, protezione e sicurezza

Corpi in alluminio pressofuso o lamiera d'acciaio verniciata a polvere, grado di protezione IP65 contro la polvere dei cartoni e dei pallet, resistenza agli urti fino a IK10 per gli apparecchi a portata delle forche. Versioni per celle frigorifere con componenti qualificati fino a −30 °C.

Conformità a EN 12464-1, EN 60598-1 e EN 60598-2-22 per l'illuminazione di emergenza lungo le corsie, che in un magazzino sono vie di esodo lunghe e strette. Marcatura CE ed ENEC.

Sensori per corsia e gestione

Un corridoio di magazzino è occupato per una frazione della giornata: la rilevazione di presenza per corsia — sensori a inizio e fine corridoio, portata tarata sull'altezza — accende la fila quando entra il carrello e la riporta a un livello di attesa quando esce. È la strategia con il ritorno più rapido di tutto lo smart lighting industriale, e negli apparecchi 3F Filippi con sensore integrato non richiede cablaggi aggiuntivi.

Versioni DALI per l'integrazione con il sistema di gestione del magazzino e il monitoraggio dei consumi per zona: il dettaglio nella pagina sull'illuminazione smart per l'industria.

Che cosa cambia in un magazzino illuminato per corsia

I quattro risultati che il responsabile di magazzino misura dopo l'intervento.

200 lx sulla facciata delle scaffalature, dove si leggono le etichette
12 m altezza di installazione coperta dalle ottiche per grandi altezze
IP65 grado di protezione contro la polvere di cartoni e pallet
−30% di consumi in meno con la sola rilevazione di presenza per corsia

Visibilità e sicurezza degli operatori

Luce uniforme sui due fronti della scaffalatura, etichette leggibili dal primo all'ultimo ripiano, nessun abbagliamento per chi guarda in alto dal carrello: meno errori di prelievo, meno urti contro le strutture, meno incidenti nelle corsie. È il vantaggio che la norma impone e che l'assicurazione apprezza.

Consumi tagliati dove la luce era inutile

Al 70% in meno del LED rispetto alle lampade a scarica si aggiunge la rilevazione di presenza per corsia, che in un magazzino a rotazione media vale un ulteriore 30% e oltre: le corsie vuote — la maggior parte, in ogni istante — stanno a un livello di attesa invece che a piena potenza.

Affidabilità in ambienti polverosi e freddi

Materiali robusti, IP65–IP66 e protezione IK elevata: gli apparecchi resistono alla polvere, agli urti dei mezzi e alle basse temperature delle celle. La vita utile dichiarata copre l'orizzonte tipico di un contratto logistico senza interventi in quota.

Manutenzione ridotta anche a 12 metri

LED a lunga durata, driver sostituibili in posizione e nessuna lampada da cambiare: l'intervento con il cestello fra le scaffalature — il più costoso e il più pericoloso — diventa raro. E il relamping di un magazzino esistente si fa corsia per corsia, senza fermare i prelievi.

Le zone del magazzino, una per una

  • Scaffalature porta-pallet tradizionali — apparecchi sull'asse del corridoio, ottica allungata, 200 lux verticali fino all'ultimo ripiano.
  • Corridoi stretti e VNA — linee continue con ottica a doppia asimmetria, sensori a inizio e fine corsia, uniformità sui due fronti.
  • Magazzini automatici e trasloelevatori — illuminazione ridotta per la sola manutenzione, accensione da sistema, apparecchi fuori dall'ingombro delle macchine.
  • Stoccaggio a blocchi e aree a terra — fascio largo, maglia regolare, illuminamento cilindrico per vedere persone e mezzi.
  • Celle frigorifere e magazzini a temperatura controllata — versioni per basse temperature, accensione istantanea, IP66 contro la condensa.
  • Aree di picking e preparazione ordini — 300 lux uniformi, illuminamento costante, resa cromatica per il riconoscimento dei colli.
  • Zone di transito e corsie principali — 150 lux sempre accesi negli orari operativi, senza abbagliamento verso i conducenti.
Magazzino industriale con scaffalature alte illuminato da apparecchi LED lineari allineati sui corridoi
Apparecchi lineari sull'asse dei corridoi: la luce arriva sui ripiani, non sopra gli scaffali.

Le gamme 3F Filippi per i magazzini

Lineari continui e apparecchi stagni per grandi altezze con ottiche per corsia, versioni con sensore integrato e famiglie retrofit per la sostituzione sugli stessi punti luce. Ogni scheda riporta le distribuzioni fotometriche disponibili, i gradi IP/IK, le temperature di esercizio e i file per il calcolo.

Altre gamme adatte ai magazzini: Retrofit Beta 430, Retrofit 3F Cub, Retrofit 3F Linda.

Sfoglia tutte le gamme

Magazzini e stabilimenti illuminati da 3F Filippi

Due realtà produttive in cui lo stoccaggio è stato illuminato con la stessa cura dei reparti.

Domande frequenti sull'illuminazione dei magazzini

Quali caratteristiche deve avere una buona illuminazione per magazzini?

Deve garantire uniformità luminosa sui due fronti delle scaffalature, ottiche dedicate che portino la luce sui ripiani e non sopra gli scaffali, efficienza elevata, resistenza a polvere e urti e conformità alle normative per la sicurezza degli operatori. La verifica va fatta sull'illuminamento verticale della facciata degli scaffali, non sul pavimento: è la differenza fra un magazzino a norma sulla carta e uno in cui le etichette si leggono davvero.

L'illuminazione LED riduce i consumi nei magazzini?

Sì, su due livelli. Il LED da solo consuma fino al 70% in meno delle lampade a scarica e fluorescenti che ancora si trovano nei magazzini, e — a differenza di quelle — tollera accensioni e spegnimenti frequenti. Questo abilita il secondo livello: la rilevazione di presenza per corsia, che nelle strutture H24 a occupazione discontinua vale un ulteriore 30% e oltre. Si sommano anche i costi di manutenzione evitati, che a 10–12 metri fra le scaffalature sono la voce più pesante.

È possibile integrare sensori o sistemi smart nei magazzini?

Certamente. Le soluzioni 3F Filippi supportano sensori di presenza per corsia, daylight harvesting dove ci sono lucernari e gestione centralizzata via DALI, migliorando efficienza e automazione dell'impianto. Gli apparecchi con sensore integrato non richiedono cablaggi di comando: la corsia si accende all'ingresso del carrello e torna al livello di attesa quando esce. L'integrazione con il sistema di gestione del magazzino permette anche di monitorare i consumi per zona.

Dove vanno montati gli apparecchi in un magazzino a scaffalature?

Sull'asse del corridoio, mai sopra gli scaffali. Un apparecchio sopra la scaffalatura illumina i colli in cima e lascia in ombra i ripiani inferiori; uno al centro del corridoio con ottica allungata manda la luce sui due fronti in modo simmetrico. L'interasse lungo la corsia dipende dall'altezza e dall'ottica e va calcolato: come regola di partenza, a 10 metri con ottica per corsia si sta intorno a 1–1,5 volte l'altezza, poi il calcolo illuminotecnico verifica l'uniformità verticale sul ripiano più basso.

Come si illumina un corridoio stretto per carrelli trilaterali?

Con apparecchi lineari continui montati sull'asse del corridoio e ottica a doppia asimmetria, che spinge la luce verso i due fronti delle scaffalature a poca distanza. Nelle corsie VNA sotto i 2 metri un fascio simmetrico sprecherebbe la luce sulle testate; la linea continua garantisce invece uniformità lungo tutta la corsia. I sensori vanno a inizio e fine corridoio, così la fila si accende prima che il carrello entri e resta accesa finché non esce.

Quanta luce serve in un magazzino automatico?

Poca, e solo dove passano le persone. In un magazzino a trasloelevatori nessun operatore lavora fra le scaffalature: la norma richiede l'illuminazione per le sole attività di manutenzione e ispezione, tipicamente 20–50 lux nelle vie di accesso, con accensione manuale o comandata dal sistema quando un tecnico entra nell'area. Gli apparecchi vanno posizionati fuori dall'ingombro delle macchine e raggiungibili dalle passerelle di servizio; le zone di ingresso e uscita merci, dove le persone tornano, seguono i valori delle aree di picking e transito.

Progettiamo la luce del tuo magazzino, corsia per corsia

Con la pianta delle scaffalature, le altezze e il tipo di carrelli il nostro ufficio tecnico calcola l'illuminamento verticale sui ripiani, la posizione degli apparecchi e il risparmio con i sensori per corsia. Senza impegno.